TEST BIKE ROCKY MOUNTAIN ALTITUDE POWERPLAY
Pensando ad una decina di anni fa, quando abbiamo iniziato ad andare in mountain bike, la tecnologia delle biciclette di allora confrontata con quella di oggi sembra preistoria, pochi anni sono passati ma le evoluzioni dei produttori, specie in questo ultimo lustro, ci hanno regalato innumerevoli innovazioni con l’obbiettivo di stimolare il mercato e il consumatore a provare le novità del momento.
Stava finendo l’anno 2015 quando eravamo ancora impegnati a discutere se era meglio la 27.5″ o la 29″ e si affacciavano sul mercato le prime bici a pedalata assistita, noi “muscolari” le guardavamo ovviamente scettici per la loro forma o per il loro peso, in alcuni casi erano bici normali dotate di motore, in altri erano già bici “pensate” per questa tipologia.
In soli tre anni però abbiamo potuto notare che le aziende avevano già capito quale fosse il futuro in questo settore, dedicandogli la maggior parte degli investimenti e portando le bici elettriche a diventare sempre più performanti e vicine alle nostre “muscolari”.
All’epoca avevamo avuto la possibilità di provare qualche bici e chiaramente i meno allenati avevano trovato grandi vantaggi a pedalare una bici elettrica mentre i più corsaioli abituati a bici maneggevoli e leggere avevano avuto nel passaggio alle bici a pedalata assistita qualche perplessità in più a causa del loro peso, della regolazione della potenza in spinta e della maneggevolezza sullo stretto.

Negli ultimi due anni quindi tutte le aziende si stanno sfidando in una battaglia commerciale per avvicinare sempre più le bici a pedalata assistita a quelle muscolari e continuano a sfornare nuovi modelli più performanti.
Grazie a Cicli Stefanelli  recandoci nel loro nuovo negozio di Teolo abbiamo avuto la possibilità di testare la Rocky Mountain Altitude Powerplay, che subito ci ha incuriosito tra le presenti nella gamma E-mtb bike di alta gamma  presenti in negozio a noleggio.
Rocky Mountain ha con questo mezzo avvicinato sensibilmente la versione e-mtb alla versione muscolare, utilizzando le stesse geometrie nelle due tipologie di utilizzo, donando al biker moderno la possibilità di avere assistenza ma senza modificare sensibilmente il piacere di pedalare e guidare una mountain bike.
Stiamo parlando di una bici completamente fuori dagli schemi classici, costruita completamente in Canada, motore fatto in casa e quindi nessun compromesso con la forma del telaio, batterie da 500w e 632w a seconda del modello, un sistema di ricarica molto veloce grazie al sistema a 48v che ne garantisce la ricarica all’80% rispettivamente in un’ora e trenta e due ore.

Prima di parlarvi delle nostre impressioni vi descriviamo la bici in modo da comprendere meglio il lavoro della casa Canadese: il nostro test ha avuto in dotazione la versione “Carbon 50” con triangolo in carbonio, carro in alluminio, forcella Rock Shox Yari e ammortizzatore Rock Shox De luxe RT, in listino a 6399 € e un peso dichiarato di 22.5 kg.
Questa versione non oserei definirla la più economica, ma la meno costosa delle tre a listino, se il vostro portafoglio lo consente la Rocky Mountain offre  anche le versioni “carbon 70” con forcella Fox da 36 a 7499 € e 22.3 kg  e “carbon 90” con intero telaio in carbonio e forcella fox da 36 per “soli” 9999€  e 21.6 kg.

Il telaio è interamente progettato e costruito in Canada, hanno dotato questa bici di un interessante sistema, il Ride-9, che consente di variare la geometria in nove modi diversi grazie ad uno schema di facile regolazione posto nel telaio in prossimità dell’attacco ammortizzatore, questo sistema vi consente di modificare le misure dell’angolo di sterzo, angolo piantone, e lunghezza tubo orizzontale personalizzando al massimo il vostro modo di guidare le bici.
Il carro posteriore misura 426 mm nella posizione massima, uno dei più contenuti sul mercato e dona a questo mezzo grande agilità anche nei passaggi in single track più stretti.

La forcella ha escursione 160 mm avrei preferito la regolazione tramite lock out remoto sul manubrio, mentre l’ammortizzatore da 150 mm aveva le classiche tre regolazioni facilmente raggiungibili essendo posto sotto il tubo orizzontale, come coperture sono state scelte delle ruote 27.5″larghe 40 mm con canale da 36 e coperture Maxxis Minion DHF 2,5″ WT che garantiscono in tutte le situazioni efficiente grip in salita e controllo in discesa supportati anche dai freni Guide con dischi da 200 mm che garantiscono frenate modulari e precise.

La scelta di usare gomme da 2.50″ si è rivelata molto corretta per lasciare al biker la giusta agilità, il cambio EX1 Sram ha fatto un egregio lavoro per tutto il test, ma la cosa che ci ha meravigliato più di tutto è stato il sistema motore che Rocky Mountain ha studiato esclusivamente per i propri modelli, e collocato in basso cosi da regalare alla bici un ottimo baricentro, è dotato di una puleggia posta davanti alla corona che anticipa la tensionatura della catena durante lo sforzo ed aiuta il motore ad erogare la giusta coppia in base rendendo molto più agevole l’assistenza alla pedalata che ne deriva dall’utilizzo di questo motore.
La batteria interna al tubo obliquo lascia lo spazio per un comodo porta borraccia.

Conclusione: da utilizzatore di bici muscolari devo dire che questa bici ci ha davvero sorpreso ed entusiasmato, ci ho impiegato qualche minuto ad adattarmi alla differenza di guida, di peso e di spinta, grazie all’applicazione E-motion che esiste per Android e iOs ho potuto modificare la mappatura di erogazione della potenza adattandola alle mie preferenze, e il miglioramento è stato immediato, nessuna impennata in partenza, erogazione della potenza fluida e regolare anche nei tornanti più stretti, durata della batteria molto lunga.
Abbiamo pedalato per circa tre ore, macinando 40 km e 1500 metri di dislivello, siamo arrivati con due tacche su quattro di batteria usandola al 90% in eco ( il primo dei tre livelli di potenza disponibili), abbiamo avuto modo di verificare che questo nuovo modo di approcciare la MTB,  che qualcuno ancora snobba pensando di non fare fatica, invece,  di fatica te ne fa fare specie se usata correttamente, le nostre pulsazioni in salita non mentivano essendo arrivate più volte vicino alla soglia.
Verificato che in salita è un valido strumento sia per chi vuole fare fatica o meno, la parte più divertente di questa bici l’abbiamo testata facendo le nostre classiche discese e avendo la possibilità di sfruttare sia le gomme che le sospensioni al massimo, mai avevamo azzardato tanto specie in alcune in cui spesso mettiamo giù il piede, restando sempre saldamente sui pedali.
Abbiamo affrontato single track, tornanti, rocce e radici senza che nessuno di questi ci impensierisse più di tanto, e la bici ha sempre risposto alle nostre sollecitazioni in modo ottimale, aiutati anche dall’ottimo reggisella telescopici montato di serie.
E’ chiaro che l’intento delle case costruttrici è quello di avvicinare sempre più utenti a questo sport mediante la messa in commercio di prodotti sempre più “facili” da usare, vi ricordiamo però che questo sport ha sempre e comunque delle difficoltà e la sua pratica richiede un minimo di conoscenza della tecnica, queste bici sembrano miracolose perché vi danno una grossa mano a salire e qualche aiuto a scendere ma Noi OMBRE vi consigliamo sempre e comunque di affrontare percorsi adatti alle vostre capacità e si usare sempre casco occhiali e abbigliamento adeguato.
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