Distanza – 4km
Dislivello – 130m
Difficoltà: facile-medio


Percorso interessante, si parcheggia l’auto sulla strada che da Cinto Euganeo porta a Fontanafredda, in prossimità di un capitello, fate riferimento a dove inizia la traccia. In salita su comoda e larga sterrata si raggiunge facilmente il bivio che conduce al “buso dei briganti”. Una volta giunti sul posto lo spettacolo è suggestivo ma bisogna fare attenzione: il percorso è attrezzato e la difficoltà è minima, ma in autunno la roccia può essere scivolosa. Per questo motivo abbiamo definito il percorso “facile-medio”.

La leggenda dei Briganti
Il sole si sporge al mattino a sbirciare dalla sella del monte Cinto, e dopo avergli accarezzato il mantello di castagni spelacchiato qua e là, per indugiare fra le sue falde estreme cariche d’uva, inonda la valle odorante di messe. Sotto i suoi raggi il canale è tutto uno scintillio, e le strade si snodano come nastri grigi, arterie pulsanti di vita, fra la buona terra pezzata di diversi colori, in una serena pace.
Tuttavia non sempre le strade furono sicure come ora. Ci fu un tempo in cui uno, prima d’avventurarvisi, faceva testamento e poi si segna va tre volte. Quel groppo di sassi, a tre quarti del Monte Cinto, era un covo di ladri…(essi) s’erano ferrati le scarpe coi chiodi abbandonati dai soldati di Ezzelino, e lesti come caprioli, giù per quel canalone si precipitavano al piano, per calare sui malcapitati viandanti; e non solo di notte, ma anche in pieno giorno.

L’arrivo alla “porta del buso”
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Il Buso visto dalla parte del piccolo pianoro, punto di osservazione per i Briganti.

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La splendida visuale sulla sottostante pianura

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Le Ombresse al sole.

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