Le sorprese sono sempre gradite, e per noi che da molti anni viaggiamo su bici con marchi blasonati è bello avere la possibilità di fare da tester per un marchio che non conoscevamo.
Abbiamo scoperto una bici che ci ha sorpreso da subito per stile, allestimento e per il prezzo davvero competitivo: il modello in prova infatti non arriva ai 4.000 €.

Mauro Aerelli, titolare del noto negozio Aerelli Bike di Montegrotto Terme, chi ha provocato nel presentarci l’azienda slovacca Kellys e alla fine abbiamo provato il modello di punta da enduro: la ERASER 90, full da 160 mm.

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Eccoci alla consegna del mezzo, Tonyco si è prestato alla prova anche grazie alla taglia della bici, una S. L’allestimento della bici è a dir poco eccellente, telaio in carbonio con cavi interni, gruppo Sram XX1 Black, corona 32 denti, freni Sram con dischi da  180 davanti e dietro, forcella rock Shok Pike 160mm con steli da 36mm, ammortizzatore Rock Shok Monarch RT3 160 mm, ruote Sram Roam 30 650 B, perno passante all’anteriore e al posteriore, manubrio atlas e reggisella telescopico.

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Nel bellissimo contesto di Villa Draghi abbiamo ammirato la bici, meravigliati delle abili soluzioni messe insieme per valorizzare le geometrie di un telaio in carbonio,  leggero e dalle linee morbide sapientemente create dai designer della Kellys.

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La soluzione del monocorona noi la approviamo in pieno. La bici si lascia portare in salita senza grossi sforzi, l’ammortizzatore si blocca facilmente, ma già nella posizione pedal ha delle ottime reazioni e non ci fa perdere potenza : grazie alle sapienti mani di Paolo Aerelli abbiamo settato la bici prima della partenza e anche se non  siamo degli enduristi di professione abbiamo avuto ottime sensazioni dalla scelta della forcella Pike, che ci ha dato sicurezza e precisione in ogni discesa.


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Non poteva mancare la classica foto con le rovine del castello di Montegrotto terme.
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I chilometri percorsi alla fine non erano molti ma abbiamo portato la Eraser 90 sui percorsi più tecnici dei Colli Euganei. Le generose coperture Schwalbe Hans Dampf da 2.35 all’anteriore e Nobby NIC anch’essa da 2.35 al posteriore incollavano la bici al terreno, di qualunque tipo fosse, fango, misto o battuto non faceva differenza; la forcella e l’ammortizzatore facevano il resto, copiando ogni asperità.
In salita, lo abbiamo già detto, non vogliamo esagerare ma sembrava di salire con una front, molto spesso trovandoci a spingere i pedali in piedi, tanto era facile salire. Il massimo però, come è logico aspettarsi, la Eraser lo esprimeva in discesa: abbiamo voluto rifare i percorsi con cui abbiamo confidenza mollandola a tutta, e alla fine sembravamo dei bambini che provavano il gioco nuovo, con gli occhi pieni di gioia, consapevoli di aver volato sulle rocce, superato le cunette e i tornanti in derapata, aver infranto ogni record nella discesa fatta mille volte ma mai come con la ERASER!

PURO DIVERTIMENTO!!!!
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